Vittorio Sereni nasce a Luino il 27 luglio del 1913. È l’unico figlio di Enrico, funzionario di dogana originario di Sant’Agata dei Goti (Benevento) ma di discendenza veneta, e di Maria Michelina Colombi, appartenente a un’antica e benestante famiglia di merciai luinesi. A Luino Vittorio

Enrico Sereni e Maria Michelina Colombi, genitori di Vittorio Sereni, nel novembre del '41

Enrico Sereni e Maria Michelina Colombi, genitori di Vittorio, nel novembre del ’41

trascorre l’infanzia fino a undici anni. È questo un periodo felice che lascerà in lui un segno profondo e determinerà un legame indissolubile con il paese natale: le atmosfere e i paesaggi del lago, insieme alla vicinanza al confine svizzero, costituiranno uno dei topoi della sua poesia, apprezzabile soprattutto nella prima raccolta, Frontiera, ma destinato a riaffiorare anche nella produzione successiva.

 

Concluse le scuole elementari, nel 1924 Sereni si trasferisce a Brescia, dove il padre aveva ottenuto il distaccamento per evitare al figlio il lungo tragitto in tram fino a Varese, sede del più vicino ginnasio. Vittorio, che si è già dimostrato brillante negli studi, frequenta il ginnasio e il liceo “Arnaldo da Brescia” fino alla maturità classica, conseguita con risultati eccellenti. In questi anni si appassiona allo sport e in particolare alla Mille Miglia, la “grande corsa di primavera” automobilistica che con il suo fermento sembra scandire le stagioni della sua adolescenza. Incomincia a scrivere le prime poesie e trascorre le estati a Luino, in compagnia di amici e villeggianti.

 

Gli anni bresciani segnano l’affermarsi della passione di Sereni per la letteratura e, in particolare, per la poesia. Per favorire il proseguimento degli studi del figlio, nel 1932 la famiglia si trasferisce di nuovo, questa volta a Milano. Qui Vittorio si iscrive all’Università Statale: dapprima frequenta la facoltà di Giurisprudenza, ma dopo soli tre mesi passa a quella di Lettere e Filosofia. Entra così nella cerchia di giovani studenti che si riunisce intorno al docente e filosofo Antonio Banfi, fondatore della Scuola di Milano (Giosuè Bonfanti, Luciano Anceschi, Antonia Pozzi, Gianluigi Manzi, Enzo Paci, Daria Menicanti) e, nel 1936, conosce Maria Luisa Bonfanti, una ragazza di Felino (Parma) che sposerà quattro anni più tardi. Nel novembre dello stesso anno si laurea in Estetica con una tesi sulla poetica di Gozzano: nonostante il convinto elogio del relatore Banfi, il parere poco favorevole di Alfredo Galletti, titolare della cattedra di Letteratura Italiana, determina la votazione finale di 110 senza lode.

Vittorio Sereni nel 1936 a Pasturo (LC)

Nel 1936 a Pasturo (LC)

In questo periodo, oltre ad allargare la propria cerchia di conoscenze (Giancarlo Vigorelli, Giansiro Ferrata, Sergio Solmi, Salvatore Quasimodo, Roberto Rebora, Carlo Bo e altri), Sereni pubblica le sue prime poesie: Terre rosse, uscita sul “Meridiano di Roma” nel dicembre del ’36 e ispirata a un breve soggiorno luinese, Lo scriba (sempre sullo stesso periodico), Inverno a Luino e Concerto in Giardino (pubblicate su “Frontespizio”, con la presentazione di Carlo Betocchi). Svolge inoltre supplenze di italiano e latino presso alcune scuole ed è chiamato come assistente di Banfi all’Università. Nel ‘38 entra nella redazione della rivista “Vita Giovanile” (poi “Corrente di Vita Giovanile”), fondata da Ernesto Treccani. Nel 1940 sposa Maria Luisa e l’anno seguente nasce la prima figlia, Maria Teresa, detta in famiglia ‘Pigot’. Dopo aver vinto il concorso in ruolo per l’insegnamento ottiene la cattedra a Modena, dove si trasferisce nel ‘41.

In questo stesso anno esce la sua prima raccolta di poesie, Frontiera, presso le edizioni di “Corrente” (il volumetto sarà poi ripubblicato l’anno seguente da Vallecchi con il titolo Poesie). La raccolta costituisce una sorta di bilancio della produzione giovanile, avvertito come necessario viste le circostanze storiche e la prospettiva di essere presto convocato al fronte.