L’Archivio Vittorio Sereni è costituito da un ricco complesso documentario attestante l’attività letteraria, lavorativa e privata del poeta: comprende manoscritti di poesie, di prose e di traduzioni, nonché un consistente epistolario che testimonia i rapporti tra Sereni e le personalità più significative del panorama letterario novecentesco.

Un primo corpus di documenti, oggi definito Archivio del poeta, fu acquisito nel 1998 dalle eredi Sereni da parte del Comune di Luino, con contributo della Regione Lombardia.

Una prima schedatura delle carte è stata realizzata da Barbara Colli che ha mantenuto, rispettando l’ordinamento individuato da Maria Luisa, moglie del poeta, e da Dante Isella, sette serie:

1. Quaderni contenenti autografi di poesie, di prose e di traduzioni;

2. Fascicoli o fogli sciolti contenenti autografi (manoscritti o dattiloscritti) di poesie;

3. Fascicoli di bozze di stampa di raccolte, prose e traduzioni, con annotazioni e varianti;

4. Fascicoli o fogli sciolti con testi di prose “creative” e critiche (testi di conferenze e letture, soprattutto radiofoniche, recensioni, brevi saggi e contributi dedicati ad artisti) e 66 pareri editoriali commissionati al poeta da Mondadori prima dell’attività di direttore editoriale;

5. Fascicoli o fogli sciolti con traduzioni di poeti e scrittori stranieri: Apollinaire, Char, Corneille, Frénaud, Pound, Williams, Bandini, Tomlinson, Scève;

6. Corrispondenza inviata a Sereni da mittenti diversi, tra i quali Anceschi, Betocchi, Caproni, Caretti, Char, Chiara, Fortini, Luzi, Montale, Quasimodo, Moretti, Parronchi, Pasolini, Pratolini, Saba, Ungaretti, Vittorini;

7. Corrispondenza inviata da Sereni a destinatari diversi (minute e copie fotostatiche).

I documenti donati al Comune di Luino dalla famiglia Sereni dal 2002 comprendono materiale documentale relativo all’attività del poeta prima in Pirelli e poi in Mondadori, ossia un lacerto della corrispondenza prodotta durante la sua attività professionale presso l’Ufficio stampa e propaganda della Pirelli (1952 – 1958) e il carteggio ben più cospicuo prodotto durante il suo incarico di direttore letterario e, in seguito, di consulente della casa editrice Mondadori (1958 – 1983), con alcuni fascicoli legati all’attività editoriale (una sezione parallela di materiale proveniente dalla casa editrice Mondadori è ancora depositata presso la Fondazione Mondadori di Milano).

Frammiste a queste carte sono presenti corrispondenza, documentazione relativa alla pubblicazione di opere o convegni dedicati a Sereni e rassegna stampa successive alla sua morte, prodotte e raccolte dalle eredi nel corso degli anni.

Il patrimonio documentale è arricchito dalla Biblioteca privata del poeta, costituita da circa 4500 opere tra volumi, riviste ed estratti.

Si aggiungono due macchine da scrivere appartenute al poeta, la sua scrivania e gli scaffali della biblioteca privata provenienti dallo studio dello scrittore in via Paravia 37 a Milano, ultima sua residenza.