Questo tipo di processo creativo si ricollega alla tipica qualità autobiografica dei contenuti della poesia sereniana: «non so scrivere di cose che io non abbia sperimentato su me stesso, cioè direttamente e personalmente udito, visto o vissuto» e ancora «i miei moventi sono sempre strettamente autobiografici, circoscritti a quanto è realmente, di fatto, sensibilmente passato nella mia esistenza» (da una redazione precedente e più estesa della Nota alla prima edizione degli Strumenti Umani, conservata dattiloscritta nell’Archivio di Luino e riportata per esteso da Giulia Raboni nella Nota introduttiva a Vittorio Sereni, Poesie e prose, a cura di Giulia Raboni, con un saggio introduttivo di Pier Vincenzo Mengaldo, Oscar Mondadori, Milano, 2013).
Se in Frontiera e Diario d’Algeria l’orizzonte era però esclusivamente autobiografico, dai miti giovanili all’esperienza della guerra e della prigionia, negli Strumenti Umani la prospettiva dell’autore, seppure sempre filtrata attraverso esperienze dirette e punti di vista personali, si amplia e arriva a comprendere aspetti sociali e collettivi della realtà che lo circonda (ne è un esempio evidente il poemetto Una visita in fabbrica, sulla moderna organizzazione economica industriale), riflessioni sulla poesia (Nella neve, I versi) e sulla storia, in particolare sul secondo conflitto mondiale e sulla persecuzione ebraica (temi del trittico Dall’Olanda, La pietà ingiusta, Nel vero anno zero).
La visione dell’autore è tutt’altro che ottimistica: si avverte estraneità verso la propria epoca e alcuni suoi aspetti tipici, dalla produzione industriale alla vita in città, incapacità di inserirsi nel dibattito culturale aderendo a posizioni ideologiche predeterminate («Hai tu fatto/…la tua scelta ideologica?» ringhia, rivolta al poeta, una figura plumbea e senza volto nella poesia Un sogno), un senso del tempo tormentato, con i vecchi miti del passato che non sono più in grado di offrire conforto («e non era più un lago ma un attonito | specchio di me una lacuna del cuore», Un ritorno o ancora «Perché quelle piante turbate mi inteneriscono? | Forse perché ridicono che il verde si rinnova | a ogni primavera ma non rifiorisce la gioia?…è un’estate | l’estate dei miei anni’, Ancora sulla strada di Zenna) e la memoria della storia recente e delle sue ferite che continuano a tormentare con sensi di colpa («Ma la distorsione del tempo | il corso della vita deviato su false piste| l’emorragia dei giorni | dal varco del corrotto intendimento: | questo no, non lo perdoneranno, Quei bambini che giocano), mentre apparizioni di defunti visitano il poeta prefigurando la sua stessa morte (Ancora sulla strada di Creva, Il Muro).


Edizioni:

  • Gli strumenti umani,«Supercoralli», Einaudi, Torino, 1965.
  • Gli strumenti umani, con un saggio di P. V. Mengaldo; «Supercoralli», Einaudi, Torino, 1975.
  • Tutte le poesie, a cura di M. T. Sereni, con prefazione di D. Isella, «Lo Specchio» Mondadori, Milano, 1986.
  • Poesie, a cura di D. Isella, «I Meridiani», Mondadori Editore, Milano, 1995 (edizione critica, ristampe: 1996, 1999, 2000, 2004, 2007).
  • Poesie e prose, a cura di Giulia Raboni, con un saggio introduttivo di P. V. Mengaldo, Oscar Mondadori, Milano, 2013.


Riferimenti:

  • Lanfranco Caretti, Il perpetuo presente di Sereni, “Strumenti critici”, I, 1, ottobre 1966, pp. 73-85, poi come Introduzione a V.S., Poesie scelte, Mondadori, Milano, 1973 e con il titolo originario di Il perpetuo presente di Sereni, in Antichi  e moderni. Studi di letteratura italiana, Torino, Einaudi, 1976.
  • Franco Fortini, Il libro di Sereni, “Quaderni piacentini”, a. V, n. 26, marzo 1966, pp. 63-74; poi in Id. Saggi italiani I, Garzanti, Milano, 1987 [1974]: pp. 172-189.
  • Pier Vincenzo Mengaldo, Iterazione e specularità in Sereni, “Strumenti critici”, a. VI, n. 17, febbraio 1972: pp. 19-48; poi come Postfazione a V. Sereni, Gli strumenti umani, Einaudi, Torino, 1975: pp. 89-116 e in P.V. Mengaldo, Per Vittorio Sereni, Aragno, Torino, 2013.
  • Pier Vincenzo Mengaldo, «Amsterdam», in Id. Per Vittorio Sereni, Aragno, Torino, 2013.
  • Pier Vincenzo Mengaldo, «La spiaggia» in Id. Per Vittorio Sereni, Aragno, Torino, 2013.
  • Francesca D’Alessandro, L’opera poetica di Vittorio Sereni, Vita&Pensiero, Milano, 2001.
  • Mariassunta Borio. Gli Strumenti umani di Vittorio Sereni: genesi, struttura e ‘silenzio creativo’, “Studi novecenteschi”, 2010, n. 2, pp. 361-388.
  • Georgia Fioroni (a cura di), Gli strumenti umani di Vittorio Sereni, Giornata di studi, Università di Ginevra, 5 dicembre 2013, Lecce – Rovato, Pensa multimedia, 2015.
  • Edoardo Esposito, Sulla costituzione degli Strumenti umani in E. Esposito (a cura di), Vittorio Sereni, un altro compleanno. Atti di convegno, Milano - Luino, 24-26 ottobre 2013, Ledizioni, Milano, 2014: pp. 127-138 [consultabile on line: http://books.openedition.org/ledizioni/720].
  • Antonio Girardi, Sintassi e metrica negli Strumenti umani, in E. Esposito (a cura di), Vittorio Sereni, un altro compleanno. Atti di convegno, Milano - Luino, 24-26 ottobre 2013, Ledizioni, Milano, 2014: pp. 165-178 [consultabile on line: http://books.openedition.org/ledizioni/725].
  • Edoardo Esposito, Lettura della poesia di Sereni, Mimesis, Milano-Udine, 2015.